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Natale D'Amico, economista e autorevole Consigliere della Corte dei Conti, di origini vibonesi

SVILUPPO DEL SUD, IMPRESA ANCORA POSSIBILE? CRITICITA’ E PROSPETTIVE NELL’ANALISI DEL CONSIGLERE DELLA CORTE DEI CONTI NATALE D’AMICO. ALLA CAMERA DI COMMERCIO INCONTRO CON GLI STUDENTI
 
 
Una lectio magistralis sull’economia italiana e le sue prospettive di sviluppo, con un focus sulle potenzialità del Mezzogiorno e sui comportamenti virtuosi che accompagnano crescita e competitività. 
Natale D’Amico, economista, autorevole Consigliere della Corte dei Conti, di origini vibonesi, lo scorso 28 Maggio, alla Camera di Commercio di Vibo Valentia, ha tracciato con chiarezza e precisione la fisionomia di un Paese ricco di risorse ma ancora penalizzato dallo storico divario tra Nord e Sud, da sempre alimentato da responsabilità politiche, criticità sociali e da una persistente rassegnazione collettiva, che porta al tema centrale dell’incontro “Sviluppo del Sud, impresa ancora possibile?”
Uno scenario che, nelle parole del Prof. D’Amico rivolte alla platea degli studenti del Liceo Classico cittadino presenti in sala, non ha certo assunto toni apocalittici e irreversibili, anzi, quelli di un riscatto possibile e proprio attraverso un cambio di rotta, necessario e improcrastinabile, verso una maggiore coscienza civica, appropriazione della conoscenza e delle competenze, partecipazione attiva alla vita pubblica con idee e progetti concreti. Insomma, ha detto D’Amico “una volontà di cambiamento vera e seria che finora è mancata e che spiega l’approssimazione di interventi per niente risolutivi, anzi, il più delle volte inutili e dispersivi di energie e di capitali, che non hanno fatto altro che generare costi sociali aggiuntivi legati a situazioni di malcostume, prima fra tutte la corruzione”. 
Partendo da una puntuale analisi storica, l’autorevole economista ha appellato come “evidenti chiacchiere” le dichiarazioni dalla politica negli ultimi 40 anni sugli interventi volti a colmare il gap tra Nord e Sud del Paese. “Infatti -ha proseguito D’Amico- il dato, dell’ultimo anno, sul reddito medio pro-capite al Sud, pari al 54% rispetto al Nord, conferma una tendenza che è pressoché invariato dal dopoguerra in poi. Un chiaro fallimento delle politiche economiche nazionali, evidentemente inadeguate e insufficienti, nonostante interventi strutturali e infrastrutturali importanti, come acquedotti, scuole, strade e incentivi alle imprese. Proprio questi –ha sottolineato- hanno seguito un meccanismo fortemente distorsivo agevolando in modo diffuso e indiscriminato imprese per il solo fatto di assicurare investimenti al Sud, senza preoccuparsi di verificarne produttività ed efficienza; sarebbe stato opportuno, invece, dare premialità alle imprese capaci di creare economia attraverso produzioni coerenti con i bisogni reali, o, addirittura, capaci di anticipare la domanda dei mercati. Sono queste le imprese che non fagocitano gli incentivi destinati al Sud per dirottarli ma creano valore per sé e per il territorio risultando socialmente remunerative”.
Rispondendo poi alle sollecitazioni degli studenti sulle prospettive dei giovani al Sud D’Amico ha detto con fermezza “I giovani devono avere fiducia in se stessi. Oggi, vista la situazione, - ha poi detto con un filo di ironia- più che chiedere alla politica di fare qualcosa per voi, dovete pretendere che non agisca contro di voi, quindi che si astenga dal frapporre ostacoli alle idee, dal mortificare professionalità, dall’erigere muri di indifferenza alle positività di cui siete portatori. Ciò su cui dovete essere fermi –ha esortato i ragazzi- è il rifiutare ogni forma di assistenzialismo, che ristora nel breve periodo ma non crea economia ed assolve la politica dalle sue responsabilità che sono quelle di mettere in atto politiche attive di sostegno alla formazione e all’autoimprenditorialità, all’incentivazione di realtà produttive efficienti per lo sviluppo, l’occupazione e la competitività, alla effettiva affermazione della cultura del rispetto e della legalità. Sono queste le condizioni per lo sviluppo del Sud e per un’impresa ancora possibile!”.
L’appuntamento odierno si inserisce nel ciclo di incontri “Aspettando il Festival Leggere&Scrivere, programmati dalla Camera di Commercio di Vibo Valentia, dal Museo d’Arte Limen e dal Sistema Bibliotecario Vibonese, presenti rispettivamente con il presidente Antonio Catania, Donatella Romeo, Gilberto Floriani.

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